
Scegliere un pavimento in gres porcellanato non significa soltanto individuare il colore o l’effetto estetico più adatto al proprio ambiente. Uno degli aspetti tecnici più importanti, e spesso meno compresi, riguarda la differenza tra gres rettificato e non rettificato.
Molti clienti si chiedono cosa significhi davvero “rettificato”, se cambi la qualità del materiale, quale tipo di fuga sia più indicato e quale soluzione garantisca un risultato più moderno o più tradizionale. In realtà, la differenza non riguarda la resistenza del gres, ma la lavorazione dei bordi e l’effetto finale che si ottiene in fase di posa.
Comprendere questa distinzione è fondamentale per evitare scelte affrettate e per ottenere un risultato coerente con lo stile dell’ambiente, il formato delle piastrelle e il tipo di progetto. In questa guida analizziamo in modo chiaro e completo le differenze tra gres rettificato e non rettificato, aiutandoti a capire quale soluzione può essere più adatta alle tue esigenze.
Cos’è il gres rettificato e cosa significa rettifica
Il gres rettificato è una piastrella che, dopo la cottura, viene sottoposta a un processo meccanico di rifilatura dei bordi.
Questa lavorazione elimina le minime imperfezioni dimensionali dovute alla cottura e rende i lati perfettamente squadrati a 90°.
Grazie alla rettifica è possibile ottenere:
- dimensioni precise
- posa più uniforme
- fughe molto sottili (1–2 mm)
- effetto estetico continuo e moderno
La rettifica non incide sulla qualità del materiale, ma sulla precisione dei bordi.
Cos’è il gres non rettificato
Il gres non rettificato non viene rifilato dopo la cottura.
I bordi risultano leggermente arrotondati e possono presentare minime variazioni dimensionali.
Per questo motivo la posa richiede fughe leggermente più ampie, generalmente 3–4 mm, che compensano le tolleranze naturali.

Differenza tra gres rettificato e non rettificato
| Caratteristica | Gres Rettificato | Gres Non Rettificato |
|---|---|---|
| Bordo | Perfettamente squadrato | Leggermente arrotondato |
| Precisione | Molto alta | Buona |
| Fuga | 1–2 mm | 3–4 mm |
| Effetto estetico | Continuo e moderno | Più tradizionale |
| Costo | Leggermente superiore | Leggermente inferiore |
Che differenza c’è nella fuga?
La differenza più evidente tra gres rettificato e non rettificato riguarda la fuga, cioè lo spazio tra una piastrella e l’altra.
Nel gres rettificato la fuga può essere ridotta al minimo, creando un effetto quasi continuo.
Nel non rettificato la fuga è più visibile e diventa parte integrante del design.
La fuga non è solo un elemento estetico, ma anche tecnico: serve ad assorbire micro-movimenti e garantire stabilità nel tempo.

Meglio gres rettificato o non rettificato?
La scelta dipende dallo stile dell’ambiente e dall’effetto desiderato.
- Ambienti moderni
- Grandi formati
- Open space contemporanei
- Effetto minimal
- Ambienti classici o rustici
- Formati tradizionali
- Chi preferisce una fuga più evidente

Il gres rettificato costa di più?
In genere sì, il gres rettificato ha un costo leggermente superiore per via della lavorazione aggiuntiva. Tuttavia la differenza non è significativa e spesso viene compensata dal risultato estetico più raffinato.
Conclusioni
La differenza tra gres rettificato e non rettificato riguarda principalmente la lavorazione dei bordi e l’effetto visivo finale. Il rettificato offre un look più moderno e uniforme. Il non rettificato mantiene un’estetica più tradizionale e può risultare leggermente più economico. La scelta più adatta dipende dal progetto complessivo, dallo stile dell’ambiente e dal risultato estetico che si desidera ottenere. Valutare correttamente questi aspetti permette di individuare la soluzione più coerente e duratura nel tempo.
Presso Ceramiche Iannoni puoi contare su un team di professionisti pronti ad accompagnarti in ogni fase della scelta, dalla consulenza iniziale fino alla definizione tecnica del progetto.
Contattaci per ricevere un supporto personalizzato e trovare il gres più adatto ai tuoi spazi.
FAQ – Domande Frequenti sul Gres rettificato e non rettificato
Cosa significa “gres rettificato”?
Significa che, dopo la cottura, la piastrella viene rifilata meccanicamente sui bordi per ottenere lati perfettamente dritti e dimensioni molto precise. Questo consente una posa più uniforme e fughe sottili.
Qual è la differenza tra gres rettificato e non rettificato?
La differenza riguarda la lavorazione dei bordi: il rettificato è squadrato e più preciso, il non rettificato mantiene il bordo “naturale” post-cottura. Di conseguenza cambiano soprattutto la fuga e l’effetto estetico finale.
Che fuga si usa con il gres rettificato?
In genere si utilizzano fughe più sottili rispetto al non rettificato, spesso nell’ordine di 1–2 mm, a seconda del formato e del tipo di posa. La fuga resta comunque necessaria per assorbire micro-movimenti e garantire stabilità nel tempo.
Il gres rettificato è “migliore” come qualità?
Non necessariamente. La rettifica non determina la qualità del gres, ma la precisione dei bordi e il risultato estetico della posa. Entrambe le versioni possono offrire ottime prestazioni, se scelte e posate correttamente.
Il gres rettificato costa di più?
Di solito sì, perché la rettifica è una lavorazione aggiuntiva. La differenza può variare in base a marca, formato e finitura, ma spesso viene compensata dall’effetto visivo più continuo e contemporaneo.
Quando conviene scegliere il non rettificato?
Può essere una scelta adatta quando si preferisce una fuga più visibile, si vuole un effetto più tradizionale o si lavora con formati classici. È anche utile quando si desidera maggiore tolleranza in posa, soprattutto su superfici con piccole irregolarità.